"La CICOGNA"
"La  CICOGNA"                       

Il bollito sotto un certo aspetto è la prima esperienza di autentica gastronomia nella storia dell’alimentazione umana
L’uomo scoprì che certe carni coriacee e certi nervi durissimi, con la cottura prolungata diventavano non solo commestibili ma persino delicati, e che il liquido in cui cuocevano era assai confortevole, ristoratore e corroborante, specie nelle stagioni fredde e dava più gustoe più vigore alle zuppe di vegetali.
Il bollito rimarrà, per secoli, il cibo piu’ diffuso e frequentemente consumato in quasi tutte le zone temperate del mondo.Un pentolone in cui bollivano carni e legumi è stato il piatto piu’ importante dell’alimentazione europea, dalBOLLITO FAMILIARE italiano alla OLLA PODRIDA spagnola, al POT-AU-FEU nelle varie differenziazioni regionali francesi, al WATERZOI fiammingo arricchito di crema, ai BOLLITI INGLESI di montone, a quelli FINNICI di renna, ai vari BORSCH polacchi e russi, alla PORCINA bollita con crauti e verze di tutti i popoli di lingua tedesca .
E’ un piatto indicato nei grandi raduni familiari, nei banchetti fra amici, e non va sottovalutato. E come tutti i grandi piatti apparentemente semplici e banali, il bollito nasconde accorgimenti indispensabili per una buona riuscita.
Nella letteratura il «gran bollito» appare nel 1887. Era il piatto preferito da VittorioEmanuele II. A proposito di Vittorio Emanuele II, il re spesso scappava dalla noiosissima Corte di Torino, dove il rigore dell’etichetta lo obbligava ad indossare rigide uniformi ed a seguire l’ufficialità del protocollo, per rifugiarsi a Moncalvo dove poteva godere al meglio delle sue passioni:
andare a caccia, fruire di amori libertini con le ragazze del luogo e soprattutto mangiare con gli amici uno dei suoi piatti preferiti, felicemente accompagnato da vini corposi, primo fra tutti il Barolo.
I cibi che prediligeva venivano a volte preparati anche dalla cucina di corte, ma molto più spesso dalle mani della Bèla Rosin, la Contessa di Mirafiori, prima amante poi moglie morganatica del Re. Si dice che la loro unione si basasse su due motivi: passione e gastronomia;
pare che fosse una superba cuoca e che Vittorio Emanuele pretendesse una costante attenzione al “regal palato“.
Il bollito misto è un ottimo piatto unico tipico della gastronomia piemontese.
I tagli del bovino
Secondo un’ antica ricetta il GRAN BOLLITO MISTO PIEMONTESE segue la regola del 7 ed é composto da 7 tagli di Carne, 7 Ammennicoli, 7 Bagnetti e 7 Contorni


In una pentola capace portare ad ebollizione l’acqua quindi aggiungere una manciata di sale grosso, le cipolle intere, i gambi di sedano, le carote, l’aglio, i chiodi di garofano, il pepe nero, il rosmarino e 2 foglie di alloro Immergere a questo punto i
7 tagli di Carne:
Groppa o capocollo o tenerone,
Gamba o stinco,
Pancia o scaramella o biancostato o grasso- magro,
Culatta,
Cappello da prete o «arrosto della vena» o sottopaletta
Punta col suo fiocco,
Rolata


In pentole diverse si cuociono invece i 7 ammennicoli od ornamenti - che sono pure carne, anzi sono loro che fanno il vero bollito tipico – vale a dire:


Testina con il suo musetto
Lingua,
Zampino,
Coda
Gallina
Cotechino
Lonza


Il grande «piatto unico» va completato con i suoi 7 bagnetti :
Salsa verde rustica
Salsa verde ricca
Salsa rossa
Cugnà
Salsa delle api
Salsa al Cren
Mostarda


Dulcis in fundo, non bisogna dimenticare di accompagnare il GRAN BOLLITO ai suoi 7 Contorni
Cipolline passate al burro
Patate lesse
Rape lesse
Foglie di verza lessate
Zucchine alburro
Finocchi al burro
Carote lesse


In tavola viene servito il gigantesco Bollito caldo e fumante, distribuito in 14 pezzi per ciascun commensale, si intende in due o tre riprese, e salvi i generosi bis. Sul tavolo, grosso pane di campagna a fette, sale grosso che va sparso nel piatto sui pezzi di carne calda, ripulendoli poi col coltello e un buon Barbera fermo e forte di due o 3 anni
Al termine del lauto pasto una piccola tazza di brodo ristretto con un cucchiaio di Barbera o del formaggio grattugiato
CURIOSITA’
Il carattere conviviale e mangereccio del bollito misto secondo la tradizione si deve preparare per non meno di 12 persone.

Pranzo di

Natale 2017:

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Lunedì  

         dalle 12.00  alle 14.00

Martedì a venerdì  

       dalle 12.00 alle 14.00

    dalle 19.30 alle 23.00

Sabato

       dalle 19.30 alle 23.30

Domenica

       dalle 12.00 alle 16.00

e     dalle 19.30 alle 23.30

 

Gradite le prenotazioni.

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